03 gennaio 2024, ore 15:25 , agg. alle 15:39

70 anni di televisione! Era il 3 gennaio 1954 quando nasceva il piccolo schermo

“La Rai, Radiotelevisione italiana, inizia oggi il suo regolare servizio di trasmissioni televisive''.

Poche semplici parole destinate a fare la storia. È il 3 gennaio 1954, una domenica. Siamo a Milano, in diretta dagli studi appena costruiti del Centro di Produzione di Corso Sempione. Ed è con questa frase, affidata al volto gentile di Fulvia Colombo, che nasce ufficialmente la televisione italiana. Il piccolo schermo che sarà per gli anni avvenire l’amico di tante famiglie, il posto dove imparare a leggere e a scrivere, il ritrovo dove evadere dalla quotidianità.


GLI ITALIANI IMPARANO L’ITALIANO

Non è facile raccontare 70 anni di televisione in poche parole. Tra i momenti più importanti c’è sicuramente il programma del maestro Alberto Manzi. Non è mai troppo tardi, questo il nome che fu scelto per la trasmissione che nacque con l’intento di insegnare lettura e scrittura agli italiani ancora totalmente o parzialmente analfabeti. Si trattava di autentiche lezioni in classe in diretta televisiva durante le quali Manzi utilizzava moderne tecniche di insegnamento consistenti in filmati, supporti audio, dimostrazioni pratiche, nonché degli schizzi e dei bozzetti disegnati dallo stesso maestro su una lavagna a grandi fogli.


LA TV DEI RAGAZZI

Fin da subito si è capito che anche in televisione i giovani dovevano avere un loro spazio. Nasce così La TV dei ragazzi, un contenitore che tanto tempo è stata un’area di programmazione della televisione pubblica riservata all’infanzia e all’adolescenza. La logica della collocazione era quella del pomeriggio, “dopo i compiti”, quindi tra le 16.30 e le 17.00.


“DOPO CAROSELLO, TUTTI A NANNA”

Per molto tempo la televisione non ha potuto e non ha voluto fare pubblicità. Con il passare degli anni però, si è trovato uno stratagemma creativo, molto efficace che consentiva di vendere spazi pubblicitari in una fascia regolamentata e prestabilita, ma mascherando gli spot come fossero piccoli racconti, adatti a tutti.

I corti venivano realizzati come qualsiasi film professionale, girati in pellicola impegnando ambienti e maestranze delle normali produzioni cinematografiche, spesso ricorrendo a sceneggiatori di fama e a grandi registi: fra gli altri, Luciano Emmer , Pupi Avati, Corrado Farina, Federico Fellini, Ugo Gregoretti, Sergio Leone, Luigi Magni, Ermanno Olmi, Pier Paolo Pasolini, Gillo Pontecorvo, Valerio Zurlini e, fra gli stranieri, l'americano Richard Lester.


ARBORE E L’ALTRA TELEVISIONE

Quello che potremmo definire il linguaggio di oggi che domina i generi e i formati del piccolo schermo, ha avuto un precursore che ha innovato come pochi sono riusciti a fare. Renzo Arbore e la sua “altra televisione”, costituita da programmi come “Indietro tutta” e “Quelli della notte”, ha rivoluzionato la grammatica televisiva. Si avvertiva tra gli anni 70 e 80 l’esigenza di sperimentare nuove strade, dare vita a un programma che fosse in grado di solleticarne le aspettative. Fu così che fece irruzione in tv, grazie alla creatività dirompente di Renzo Arbore, l’altra Italia, quella che non chiedeva altro che partecipare, foss’anche solo attraverso una telefonata da casa. Chi voleva concorrere ai primi quiz telefonici e vincere premi poco più che simbolici, neanche lontanamente paragonabili ai “milionari” attuali, doveva solo comporre un numero telefonico.


100 ANNI DI RADIO

Un compleanno che vale doppio. Nel 2024, infatti, cadono anche i 100 anni dall'inizio delle trasmissioni radiofoniche dell'allora URI. Un evento che cambiò per sempre la comunicazione e che ancora oggi continua a essere un punto di riferimento, soprattutto per la Generazione Zeta.