15 gennaio 2018

Carlo Conti ha raccontato, commuovendosi fino alle lacrime, al Corriere della Sera un aspetto della sua vita finora rimasto riservato. Si tratta della morte del papà, avvenuta quando lui aveva appena 18 mesi:"Mamma Lolette mi fece da madre ma soprattutto da padre. Non aveva una lira: aveva speso tutto in cure sperimentali, inutili. Avrebbe potuto gettarsi dalla finestra con me in braccio".

Carlo Conti: "Io, il tennis, mio padre e Pieraccioni"

Il conduttore Rai ha spiegato che la madre, "tornata a casa dal funerale, trovò nella cassetta della posta 500 lire" e "si convinse che le avesse messe santa Rita". Insomma, trovò nella fede la forza di continuare.Conti avvertì per la prima volta l'assenza di un papà molti anni dopo mentre si trovava con l'amico Leonardo Pieraccioni:"Era il 1983, avevo 22 anni, e stavo giocando a tennis con il mio migliore amico Leonardo Pieraccioni. Arrivò il suo babbo, si mise dietro di lui e cominciò a incoraggiarlo: batti meglio, forza il dritto. Venni a rete a raccogliere una pallina, mi voltai indietro e compresi che io una figura così non l’avevo".

Nei confronti della mamma, anche lei oggi non più in vita, la riconoscenza è totale:"Mi ha lasciato dopo quarant’anni di vita insieme. Non avrei potuto fare quello che ho fatto senza lei e il babbo".Infine il racconto di un episodio che lo ha segnato:"Un giorno trovai un pacchetto di Muratti Ambassador sul frigo. Mi disse: ‘Prima che lo facciano gli amici, ho pensato di farti provare io’. Mentre accendevo, aggiunse: ‘Sappi però che il tuo babbo con il fumo c’è morto’. Cominciai a tossire. È stata la prima e ultima sigaretta della vita".