La Kiss cam della discordia: il caso del CEO di Astronomer

Il video virale che ha immortalato Andy Byron e Kristin Cabot, ha scatenato un’ondata di commenti tra ironia e indignazione

Ci sono episodi che raccontano molto più di quello che mostrano. Un semplice abbraccio inquadrato dalla “kiss cam”, un rituale apparentemente innocuo per intrattenere il pubblico negli stadi americani, si è trasformato in un caso emblematico di quanto la linea tra sfera privata e responsabilità pubblica possa diventare sottile — o addirittura spezzarsi — quando si è leader. Il video virale che ha immortalato Andy Byron, CEO della tech company Astronomer, e Kristin Cabot, direttrice delle Risorse Umane, ha scatenato un’ondata di commenti tra ironia e indignazione. Entrambi sposati, entrambi dirigenti di alto profilo nella stessa azienda, entrambi colti in un momento che, per molti, va ben oltre un semplice gesto di complicità. La rete, in casi come questo, non concede zone d’ombra: osserva, giudica e amplifica tutto in tempo reale.


CREDIBILITÀ AZIENDALE OLTRE IL GOSSIP

Ma il vero tema qui non è il pettegolezzo né il moralismo spicciolo. È la responsabilità che ricoprono coloro che guidano le aziende, specie in tempi in cui trasparenza, correttezza e fiducia sono valori proclamati da ogni manifesto aziendale. Quando il CEO e la responsabile delle risorse umane si ritrovano al centro di sospetti di relazione clandestina, non è solo il loro matrimonio privato a scricchiolare, ma anche la percezione di integrità del luogo di lavoro. Chi è al vertice non può permettersi di dimenticare il proprio ruolo nemmeno tra le luci di uno stadio. Ogni gesto, ogni scelta privata diventa inevitabilmente anche un messaggio pubblico. E se chi predica cultura aziendale e valori di rispetto si lascia travolgere da dinamiche poco trasparenti, il danno non è solo d’immagine ma di credibilità.

In un’epoca in cui le aziende lottano per attrarre talenti sulla base di integrità e cultura positiva, episodi come questo mostrano quanto il buon esempio sia ancora l’elemento più fragile e spesso più ipocrita della narrazione aziendale.

TUTTI GLI INGREDIENTI DELLA TRAGICOMMEDIA MODERNA

La “kiss cam” questa volta ha fatto il suo dovere meglio di qualsiasi organo di controllo: ha mostrato un frammento di verità, forse scomoda, ma non trascurabile. Ora sta ai vertici aziendali decidere se relegare il tutto a un episodio di gossip o fare i conti con le implicazioni più profonde di quanto accaduto. Il bello è che la storia ha tutti gli ingredienti della tragicommedia moderna: due dirigenti, un abbraccio un po' troppo tenero, il tentativo disperato di schivare la telecamera — inutile — e la rete che, con il suo infallibile fiuto da detective, ha già emesso la sentenza: relazione clandestina. Forse nemmeno le telenovelas messicane sanno più inventarsi colpi di scena così succosi. Ora viene da domandarsi se tra i benefit aziendali bisognerà presto inserire anche corsi su “Come evitare disastri relazionali davanti a 40.000 spettatori”. Se siete dirigenti e pensate di avere una serata tranquilla allo stadio… meglio restare a casa. O almeno sedersi molto, molto lontano dalla kiss cam. La tecnologia vi osserva, il pubblico non dimentica, e internet… beh, internet non perdona.


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