20 gennaio 2018

Ospite di Verissimo per promuovere il suo terzo film da regista, Made In Italy, in uscita il 25 gennaio, Ligabue ha raccontato che da bambino voleva fare l’attore:“Volevo essere come Giuliano Gemma, perché nei film western era sempre quello buono. Dopodiché nella vita ho capito che è una cosa per la quale non sono proprio portato, non so recitare. Eventualmente sto meglio dietro la macchina da presa a dirigere gli altri”.

Ligabue: "Da bambino volevo fare l'attore"

Il rocker ha quindi parlato dell’esperienze lavorative fatte tra i 20 e i 30 anni, da speaker radiofonico a metalmeccanico, da consigliere comunale a ragioniere. Il successo nella musica, infatti, per lui è arrivato tardi:

"Penso che mi abbia fatto bene portare per un po’ di anni a casa uno stipendio una volta al mese. Cominciare a 30 anni ha voluto dire partire con un po’ di prudenza. A 20 anni credo che avrei perso facilmente la testa, avrei fatto più stupidaggini di quelle che ho fatto comunque".

Liga ha ammesso che aver conosciuto la notorietà in età matura non gli ha comunque evitato di sentirsi ad un certo punto a disagio:

"Mi sentivo in colpa per il successo che avevo raggiunto, sono andato un po’ in crisi, perché ero abituato a portare a casa 1 milione di vecchie lire al mese, a fare i conti con quelli. Adesso dico: ho successo ma lavoro tanto".

Dopo aver bollato come cliché l’immagine del rocker maledetto, Ligabue ha parlato del film Made in Italy, interpretato da Stefano Accorsi e Kasia Smutniak:

"Mi sento profondamente italiano, amo tantissimo questo paese e non sopporto più tutti i difetti che questo paese non riesce a risolvere. Questo film racconta, tra le altre cose, il sentimento d’amore, ma anche di frustrazione, verso il nostro paese".