07 febbraio 2020, ore 15:42 , agg. alle 16:22

Al Festival di Sanremo, Piero Pelù non aveva mai partecipato prima d’ora.

Ha scelto di farlo ora, per festeggiare i suoi quarant’anni di carriera. Per l’occasione l’ex Litfiba, rocker nell’animo, ha portato il brano “Gigante”.

Una canzone profonda che parla del coraggio di rinnovarsi, di mettersi in discussione, anche di andare contro il sistema.

- A proposito della scelta di cantare “Cuore matto”, il grande successo di Little Tony:

" È la storia di un uomo abbandonato da una donna che elabora la cosa non attraverso la violenza, ma gestendola dentro di sé, anche impazzendo. Cuore Matto mi ha scelto, me la ricordo benissimo in teleisione, mi ricordo lo stesso filmato che ho scelto di poter utilizzare ieri. Ho praticamente duettato con Little Tony, uno dei sogni della mia vita".

Del resto, Piero Pelù è da sempre attentissimo alle tematiche sociali. È sempre dalla parte del più debole, non ha mai avuto paura di impegnarsi in prima persona come per l'ultimo singolo a favore dell’ambiente, “Pic Nic all’Inferno”, in cui sono presenti estratti del discorso di Greta Thunberg alla Conferenza di Katowice sul clima.

"Mi sto divertendo, nonostante siamo in un enorme manicomio. Sono quaranta anni di carriera ormai, ma il primo concerto me lo ricordo come fosse ieri". 

- A proposito del brano che porti in gara a Sanremo, di cosa parla?

" E' dedicata ai miei nipotini ma anche a tutti i ragazzi che hanno avuto una infanzia negata, spesso questo  porta la società a sfasciarsi. Lo scorso anno ho fatto un progetto a Napoli l'anno scorso con dei bambini sfortunati, ho sentito le loro storie, spesso  storie di abbandoni scolastici e poche prospettive di un futuro solido. Gigante parla della voglia di rinascere, di cavalcare i mostri e essere protagonisti".




Piero Pelù a Radio Zeta

Riascolta Piero Pelù ospite in “Destinazione Zeta" con Sara Calogiuri e Lulù Mastio.