Sinner torna al suo primo amore e con un video incanta i fan sui social

Il campione di tennis altoatesino pubblica un video sugli sci sulla neve. "Mi mancava ma ora è tempo di tornare in campo", dice.
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Tennista amato da tutti. Un vero prodigio che ha fatto sognare gli sportivi, e non solo, alle Nitto ATP Finals di Torino. Ora, però, Jannik Sinner torna in montagna per una bella sciata. «Mi mancava ma ora è tempo di tornare in campo», dice. 

Il tennista altoatesino pubblica su Instagram un video di una sua discesa sugli sci. Sono gli ultimi giorni di preparazione a Montecarlo: il 2 gennaio Sinner salirà su un aereo che lo porta in Australia. Sinner, sportivo doc, scia da quando era bambino, ma il tennis è sempre stata la sua più grande passione. E i risultati li conosciamo tutti. Si racconta che fino all'età di 13 anni abbia vinto tante gare di sci (come Alberto Tomba, campione per antonomasia) e poi ha deciso di lasciare per dedicarsi al tennis. 

LE PAROLE DEL SUO PRIMO MAESTRO DI TENNIS

Sul Corriere.it parla il primo maestro di tennis di Sinner, Andreas Schönegger, che dice: «Gli è mancata una vera gioventù, non prendeva il Frecciarossa perché costava troppo». E' stato lui a mettere in mano a Sinner la prima racchetta da tennis.  «Se perdeva non piangeva ed è bravo anche a con il calcio e con il golf. Gli piace fare scherzi e non si monterà la testa», dice ancora. 

 Sinner lo chiama «Ando», un poliedrico sportivo: istruttore di sci e tennis che a San Candido e Sesto Pusteria tutti conoscono. «Qui in valle i bambini sono tutti fanatici: abbiamo 300 iscritti al circolo di tennis perché Jannik è l’eroe di tutti. La nonna di mia moglie ha 93 anni e non si perde una partita. A San Candido, al Bar Marco, un maxischermo proietta tutti i match, anche di notte», racconta al Corriere.it.

IL PASSATO DA SCIATORE PRODIGIO

«Sulla neve. Jannik aveva tre anni e io insegnavo al passo Monte Croce. Qui si scia nei mesi invernali e ci si dedica ad altri sport in bella stagione. Lui, un nanetto, si divideva tra sci e tennis con uguale successo». Andreas Schönegger riavvolge il nastro e parla del passato di quel bambino prodigio, oggi diventato uno sportivo invidiato da tutti. Sinner viene descritto così: «Era un bimbetto normale ma non saltava mai una lezione e, quando finiva, continuava a palleggiare fino a quando arrivava il papà per giocare con lui. Alla prima sfida avrà avuto cinque anni e mezzo: era due spanne più basso degli altri, perché era la categoria under-8, e lo prendevano sottogamba. Invece vinceva. Dovevo spiegargli: vai a stringere la mano al tuo avversario, hai vinto. Non sapeva nemmeno contare i punti».

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